Caldo Soffocante (1991) - film completo

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Rosso VermiglioPubblicato il:
10/03/2021Visualizzazioni:
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Regia di Giovanna Gagliardo, con Chiristine Boisson, Ennio Fantastichini, Fiorenza Marchegiani, Valeria Fabrizi, Tony Sperandeo, Francesco Benigno. Comparsa non accreditata di Alberto Moravia. Interprete francese a Roma durante i mondiali di calcio del 1990 trova per caso una borsa con un biglietto aereo ed un passaporto. Nella ricerca della donna proprietaria del passaporto, si trova a ad essere coinvolta in un giro di misteriosi personaggi, che ostacolano la sua ricerca.
Trascrizione video
Buongiorno e buona giornata a tutti.
Sono le 8 in punto di sabato mattina 30 giugno.
Massima del giorno.
Non è saggio violare le regole finché non si sa come osservarle.
Il tempo naturalmente è buono, anzi, buonissimo.
Volete indovinare quanto segnava il termometro ieri alle 13 nel centro della città?
Sette rapine in meno di 12 ore.
La prima, nei pressi di San Giovanni, dove un orifice è stato aggredito e privato dell'incasso mentre si apprestava ad abbassare le serrande.
A Monteverde, verso le 22, un uomo si è preso quattro coltellate perché rifiutava di consegnare il portafoglio a un malvivente.
La pace verrà dagli Yogi volanti.
Nostra intervista esclusiva col Guru Maharishi.
Guida spirituale di 4 milioni di persone.
Un turista irlandese è stato scippato nei pressi della stazione.
Alla vista dei carabinieri, l'uomo ha letteralmente inghiottito un pacchetto contenente eroina pura, che però, al seguito di una lavanda gastrica, è stata interamente recuperata.
Pronto, dottore?
Dottore, mi aiuti, la prego.
Mi sento esaurita.
Esausta.
Estenuata.
Estinta.
La luna consiglia lungimiranza.
Gemelli, da qualche parte, lontano, c'è un gruzzoletto destinato a voi.
Nell'attesa, aguzzate l'intuito.
Siete sulla buona strada.
Cancro, grazie anche al caldo, potrà esserci in voi un prepotente risveglio di vitalità che, specie nel fine settimana, potrà anche significare il risveglio di sessualità.
Lo spettacolo che si è presentato agli occhi dei primi soccorritori accorsi sul luogo del disastro è stato agghiacciante.
Corpi imprigionati tra le lamiere e letteralmente dilaniati.
Carrozze accatociate, ridotte a poveri rottami, oggetti in uso quotidiano scaraventati tra le mura.
Per il momento non abbiamo informazioni sul gruppo di turisti italiani che erano a bordo del rapido diretto ad Aswani.
Stiamo cercando di raggiungere telefonicamente la nostra ambasciata al Cairo per avere ulteriori notizie.
Secondo però l'agenzia britannica Reuters, che ha diffuso per prima l'assunzione del disastro ferroviario, non risulterebbero mobiliti per un'inserzione di terrore parziale per le vittime.
Auguriamoci che sia veramente così.
Marin Cristin, sono le 8.10.
Bilancia.
Vella.
Un fine settimana in salita che vi ripagherà delle giornate precedenti e che vi farà dire a cuor leggero non tutto il male viene da uscire.
Se non fare le solite storie.
Scorpione.
Oggi specialmente saprete gestire con eleganza sia la presenza che l'assenza di un rapporto.
Il tempo vi allarga.
Sagittario.
Marte in aspetto difficile.
Portello.
Ho detto alza, ti ho detto.
Ma io gli occhiali non me li voglio mettere.
Peggio per te.
Va bene, me li metto io.
Non farmi disperare.
Va bene, adesso mi alzo.
Forza, andiamo a preparare il tè.
Dov'è il rosso, dimmi?
Tanti auguri a te!
Tanti auguri a te!
Metti tutto sotto il terzo!
Paolo, non ti dimenticare il miele!
È già fatto!
Attenzione alla macchina!
Ecco così!
Allora, Pietro, levati quegli occhiali, gli occhiali servono solo per la televisione.
Vabbè, ok. Ma la mamma si è alzata?
Sì, sta in bagno, ma la mamma vuole essere chiamata a Marichestini.
Vuole l'acqua, vuole l'acqua, andiamo!
Spegni il fuoco, non ti scordare!
Ma dov'è la pelle?
Eccola, prendi!
Passami i tacci.
Uno, due, tre.
Una Nutella.
Mi merita un pochino, Pietro?
Aspetta un momento.
Anch'io.
Tieni, mangia.
Grazie.
Prego.
Facciamola quando ti porti il vassoio.
Anch'io.
Facevano un barbaccio cicocò che facevano l'amore.
Un barbaccio cicocò che facevano l'amore.
Ma che hai fatto?
È ricaduta.
Che dirà la mamma?
Non dico a Monica che non ho vinto una tazzina.
Monica è una stupida.
Che disastro.
Forza ragazzina, vai a giocare dall'altra parte, dai.
E come faccio io?
Devo uscire.
Un momento signora, arriviamo subito.
Mamma, mamma, vieni a vedere.
Eccoci qua.
Un attimo de Marseille.
Mamma, dai, stiamo ritardo.
No, no, non mi serve.
Mamma, sei nervosa?
Lo sai che questi guadagnano due o trecentomila lire al giorno?
Esentassi.
Ma dai, chi te l'ha detto?
L'ho letto su Repubblica.
Capirai.
Mamma, siamo in ritardo.
Non voglio saperlo.
Papà sarà nervoso.
E allora?
Ehi, non potrebbe sticarsi un po'?
Oh, sia calma, qui stiamo lavorando, eh.
Tutti lavoriamo, no?
L'hai visto il paziente che ti ho mandato?
Sì, l'ho visto ieri.
Allora, che ne pensi?
Ne ho un depresso ossessivo, con forti tendenze paranoide.
Nervoso, eh?
Tua moglie è l'unica persona che riesce a renderti antipatico.
Vieni qui.
Ma tu lo sai che ore sono?
Ciao, cucciolotti.
Hai portato l'assegno?
L'hai portato sì o no?
Vieni via da lì, dai deficiente.
Fai sempre sentire le bambine.
Ciao Monica.
Ciao Monica.
Ciao Monica.
Andiamo a fare colazione?
Sì.
Ciao.
Oplalo.
Papà e mamma sono nervosi.
Andiamo a prendere una bella spremuta.
Vieni qua, vieni qua, vieni qua.
E allora?
Rispondimi.
Ma di che stai parlando?
Ma quante volte devo dirle le cose?
Lunedì c'è da pagare il mutuo, te l'ho detto anche io!
E io che cosa ti ho risposto?
Che cosa ti ho risposto?
Avanti, dimmelo!
Ti ho forse detto che ti avrei portato quell'assegno?
Escluso!
Non posso avertelo detto!
E sai perché non posso avertelo detto?
Semplicemente perché non ho nessuna intenzione di pagarti quel mutuo!
Te la sei voluta tenere quella casa di merda?
Beh, adesso te la paghi tutta e da sola.
E sia chiaro, una volta per tutte.
Io non gioco più con te.
Che strano.
Hai dei bambini, mamma?
No, non ancora.
E che lavoro fai?
Faccio la psicoterapia.
Ah, anche mio papà lo fa.
Lo sai che voglio fare da grande?
No.
Il paziente.
E perché?
Perché mi piace essere curato.
Anche se non sei malato.
Pietro?
Ciao mamma.
Cos'hai deciso per domani?
Come?
Vieni anche tu dai nanni?
Sì.
Non lo so, se ho tempo.
Di telefono.
Domani abbiamo il concerto alle otto.
Vieni lì a prendere in tempo.
Te lo scorderà, ci puoi giurare.
Giù nel paese dei tropici, dove il sole è più solle che qua, sotto l'ombra dei alberi esotici, non ti immagini che cado che fa.
Gli americani che spaventano, si ritrovano tutti qua giù,
Ma risparmia una storia probabile Un amore che non vale più E poi verso sera rivedi Tutti a caccia una donna in via Che attraversano la notte a piedi E truffare la malinconia E spendono più di una lacrima
chiede di vino e di luna, e piangendo di bene da ridere, ballo anch'io sul panico.
Che merda!
Che merda!
Merda, merda, merda, merda, merda.
Giorni di merda.
Roma 608650.
Il cadavere è stato rinvenuto alle 7.33 di stamane, 30 giugno, dagli uomini del quarto distretto.
Non aveva documenti né soldi, molto a caso.
Indossava un paio di pantaloni tipo jeans, di marca Valentino, in buono stato.
La maglietta bianca, con righe rosse, marca Sergio Tacchini, era strappata sul davanti e macchiata di sangue.
Scalpe da tennis Superga di lino in ottimo stato.
La cintura Armani era allacciata.
Portavo occhiali Ray-Ban ultimo modello, di quello generalmente chiamato Batman.
L'orologio al posto destro era un Rolex in ore acciaio, perfettamente consonante al momento del rinvenimento.
Punto a capo.
In tasca avevo una gravatta Saint Laurent, un portamonete Nazareno Gabrielli e un accendino Cartier in oro con chabron.
Correggio, cabochon, rosso di pietra.
No, grazie.
Devo andare.
Buongiorno.
Ah, e Brunella?
E di là che ti aspetta.
Che cosa ama di più al mondo?
La mia moglie.
E i miei figli, naturalmente.
Mi piacerebbe che tutti diventassero veri campioni.
Ne ho sei.
Solo dei ragazzi.
I suoi hobby preferiti?
Mi piacciono molto il golf, la natazione, il sole... Tutti gli sport di pieno aereo.
Una ricetta per mantenersi in forma?
In un certo senso.
Posso farle una domanda indiscreta?
Sì, va bene.
Di cosa si tratta?
Di che segno è?
Ah, voi sapete, non credo nemmeno alla strategia.
Presidente, una telefonata per lei.
Scusate, ma devo lasciarvi.
Allora?
Scusa, non ho fatto tanto.
Sì, sì, siamo a... Fatti dare la cassetta, fammi un over sound e mandamelo entro un'ora.
Una giornata infernale, ti dico solo questo.
Tre interviste, un brunch, un abbracciato e un dibattito.
Non ne posso più di questi mondiali.
Mari Cristi?
Sì?
Dovrebbe andare in onda col notiziario delle 14.
Non ti preoccupare, ci penso io.
Sì.
A più tardi, ciao.
Ciao.
Grazie.
La vocazione rivoluzionaria significa che si vuole radicalmente... Noi siamo dei comunisti, ma dei comunisti fino in fondo della vecchia... Il francese si dice di un vecchio cru, cioè di una vecchia vendemmia.
Io personalmente ritengo che la proprietà privata sia un furto, ritengo che i magistrati devono essere eletti dal popolo, che i soviet e i consigli devono gestire l'economia nazionale, eccetera, eccetera.
Questo lo ritengo tuttora e penso che tuttora devo muovermi per ottenere degli obiettivi che sono degli obiettivi del genere, per maggiore felicità.
Scusate, disturbo?
A Ponte Garibaldi, sono circa le 20, un proiettile di pistola trapassa l'addome di Giorgiana Masi, 19 anni, militante di un collettivo femminista.
Come va?
Bene.
Ho già finito?
Sono arrivata troppo tardi.
E tu che fai?
Ma io devo ancora visionare se è nostro, è un lavoro terribile.
Posso fare un riversamento al volo?
Sì, è una cosa veloce.
È velocissimo, sì.
Va bene.
Ciao.
Ciao.
Senta Franceschini, secondo lei perché oggi Roma è lo scenario dell'ultima impresa brigatista?
C'è una ragione?
E forse la stessa ragione per cui ero venuto a Roma io.
Cioè?
Così è?
Spiegami.
È impreciso dire che io ero venuto a Roma per fondare una colonna delle Brigate Rosse.
Che cosa ama di più al mondo?
Mia moglie e i miei figli, naturalmente.
Vorrei che diventassero tutti dei veri campioni, ne ho sei, tutti maschi.
Posso farne una domanda indiscreta?
Dipende, di che si tratta?
Di che segno è?
Oh, vous savez, je ne crois pas du tout en astrologie.
Non credo affatto nell'astrologia.
È aperto.
Disturbo?
Stai ancora lavorando?
Prima ti ho chiamato, volevo fare quattro chiacchiere, non c'eri.
Sono in ritardo, sto arrivando.
Perché non sali?
Vieni, va, forse.
Che ci fai con due borse?
Grazie
Miriam Random.
Posso?
Disturbo?
Non mi aspettava, vero?
E lei chi è?
Giuliano Ferrini.
Perché è entrato in casa mia?
Era aperto.
Stamattina deve aver bucato una gomma dalle parti del villaggio olimpico.
E allora?
Non ha visto in giro una borsa.
Come hai fatto a trovarmi?
Sono bravo.
Un poliziotto.
Le domande le faccio io.
Dove hai messo la borsa?
Io alle minacce non rispondo.
Allora proviamo con il buono.
Dove hai messo la borsa?
Tutto è restituito.
A chi?
Alla proprietaria.
È impossibile.
Perché è impossibile?
Cosa le ha fatto?
Devo uscire, ho fretta, vattene!
Vattene!
È proprio carino qui.
Ci vivi da sola?
Vattene subito!
Guarda che se ha un problema di soldi non possiamo parlare, eh?
Ma di che cosa?
Non so nemmeno chi sei.
Perché dovrei darti questa borsa?
Allora ce l'hai tu.
No.
Adesso non è più.
E dov'è?
L'ho consegnata alla polizia.
Smettila, dai.
È la verità.
Guarda che se mi hai detto una balla te la faccio magari calda.
Fai come ti pare, vai.
Senti.
Mi fai un favore?
Stai fuori da questa storia, chiaro?
Grazie del consiglio, ciao.
No, non credo che domani sera sarà un tribuna d'odore.
Sortunatamente un impegno di carattere politico.
Spero, naturalmente, che neanche il migliore, il più bravo, i miei amori e i miei figli, naturalmente,
Un programma in collaborazione con...
Fitgar Misur, un talento naturale.
La capitale invasa dai tifosi irlandesi, pur andando più o meno regolarmente a birra, possono essere definiti analcolicans, cordiali, simpatici, corretti.
Una comitiva delle ere si è pure presentata in anticipo allo stadio, armata, come si vede, dell'immancabile telecamera.
Il capogruppo, quella simpaticona di Jackie Charlton, ha equivocato sul nome dello stadio, che è olimpico, e ha detto che l'importante è partecipare.
Tanto?
Sono io, sono Francesca.
Che è successo?
Che è successo?
Indovina un po', come al solito.
Non si è potuto sganciare?
Infatti non si è potuto sganciare.
Dove sei?
Sei in ufficio?
No, non sono in ufficio, sono a casa.
Sono qui, affacciati!
Senti, vieni subito da me!
È urgentissimo!
Non sei salita?
Sì, sono salita, ma ho sentito che c'era qualcuno e non volevo disturbare.
Faccio un salto da Francesca e torno subito.
Lui ha detto che voleva stare a Roma per vedere la partita.
Allora lei ha risposto che sarebbe venuta al mare con me.
E lui ha cambiato idea.
Adesso ha deciso di portarla al Cerceo.
Io che ci casco tutte le volte, tutte le volte, prima sì, poi no, poi forse, poi ancora no.
Devo trovare il coraggio di piantarla.
Ci devo riuscire.
Non lasciarmi sola, eh?
Senti, andiamo da qualche parte.
E dove?
Ma non lo so dove, da qualsiasi parte, a Porta Ercole.
L'importante è non stare qui ad aspettare il telefono.
Io veramente volevo fare un'altra cosa.
Che cosa?
Devo andare a pranzo dai miei suoceri.
Ho promesso ai bambini che... No, ti prego.
Ma sì, a me che mi importa.
Dai, preparati.
Faccio una corsa al commissariato e torno subito.
Ma non puoi andarci lunedì?
No, è una ragazza che deve partire domani.
E chi è, scusa?
No, niente.
Una persona simpatica, ho voglia di dargli una mano.
Faccio presto, eh?
Ciao.
Ciao, aspetta, sai dove è Francesca?
È su, è a casa, no?
L'ho cercato in Muglione, mi hanno detto che è scappato.
Non ti arrabbiava con me?
No, insomma, perché non sai?
Così mi fa un'altra tragedia.
No, non credo, ti sta aspettando.
Sali su con me un attimo.
No, non posso.
Aspetta.
Che silenzio che c'è qua.
Che fai stasera?
Lavoro.
Non ti andrete di uscire con me?
No, c'è troppa confusione in giro.
E poi, non riesco a andarmene da qui.
Hai ragione.
Se uno fa un lavoro che le piace.
Ma che c'è?
Qualcosa non va?
Niente.
Passa.
Fermati un momento, ne parliamo.
Vado a comprare un giornale, semmai ritorno.
Ce l'hai con me?
No!
Ti assicuro di no.
D'altra parte non avevi tanta voglia di partire.
Appunto.
Sono più contenta così.
Ciao.
Buon weekend.
Non litigate.
Va bene, stai tranquilla.
Riceviamo in questo momento ulteriori notizie sul disastro ferroviario avvenuto la notte scorsa nei pressi di Aswan.
La nostra ambasciata al Cairo ci ha preso l'elenco dei turisti italiani che erano a bordo del treno speciale Samarway.
Nella lista dei morti, che sono saliti a 396 nelle ultime ore, non risulta per il momento nessun italiano.
Moltissimi i feriti ricoverati negli ospedali della città.
Alcuni sono in condizioni di speranza.
Nei prossimi notiziari cercheremo di spollegarci con la nostra ambasciata al Cairo per avere ulteriori notizie.
Clare, hai fatto il cento.
Ultime notizie, un forte sisma ha sconvolto il Peru e il Messico, l'epicentro ad Acapulco, dove ci sono stati decine di morti e centinaia di feriti.
Grazie alla Sabatini e alla Seles, c'è Opaldo Scanagatta naturalmente.
Quali preferite vedere voi?
Ma che punto di vista?
Sì.
La Sabatini.
La Sabatini.
Non c'è dubbio in questo caso.
Le donne, hanno anche le donne spazzifiche per il mondiale.
Diciamo due cose su questo.
Sembra che negli aspetti televisivi ci sia una fetta.
Posso parlare Camille Rembrandt?
Certo.
È il body center no?
Sì, chi parla?
Più tardi la trovo?
Certo.
Ha una lezione stasera, alle 19.
Ah, alle 19?
Ma lei chi è?
Un'amica.
Cosa?
So che Miriam deve partire domani alle 2.
Ho il suo passaporto e il suo biglietto.
E il tuo nome quale?
Dedica di aspettarmi, arriverò senz'altro.
Grazie.
Uno degli aspetti più belli del campionato del mondo.
E ancora notizie sull'eccezionale ondata di caldo che ha colpito tutte le capitali europee, in particolare ad Atene, dove si sono registrati 45 gradi ormai e non c'è stato il numero di copite con l'acqua.
Anche a Roma, in un calzone dei mondiali di calcio, temperature regole sugli spi e i bordi colpi di camalone sono stati accompagnati ai prossimi giorni.
Molte persone sono letteralmente ingestate nella montagna di Piazza di Spagna ed è stato necessario l'intervento della forza pubblica per farle uscire dalla famiglia della città.
Pronto?
Ah, chi sei?
Pietro?
No, sono Paolo.
Che fai?
Non c'è.
Sono solo.
Come mai?
Non avevo voglia di venire con gli altri.
Domani verrai dai nonni?
Non lo so, credo di sì.
E tu che stai facendo?
Vado a portare una borsa a un'amica.
E la conosco?
No, non credo.
Com'è brutto?
È bellissima, è anche molto simpatica.
E che fa?
Parte.
Posso venire anch'io?
E Monica?
Mi ha sgridato, non mi piace più.
Voglio venire da te.
Chiedi permesso a papà.
Papà non c'è, però mi sa che... sento il rumore, mi sa che sta arrivando.
Ma tu vieni.
Dai, preparati che arrivo.
Ciao.
Qui non c'è niente.
Hai visto che non c'è niente?
Scusi, per la palestra?
Sì, entro di là.
Ma hai ragione io.
Anche tu eri vestita così.
Tu che ne pensi?
Eh?
Camicchia, puntuale il contrasto di Armao, Camicchia, Maradona, con quei dietro che non artico è vero.
Proprio.
Non è Miriam, no?
No.
Non è venuta.
L'abbiamo sostituita.
E come mai?
E lei che mi ha risposto prima al telefono, no?
Sì, sono con sé.
Sì.
Era sacca di Miriam, vero?
Sì, sono venuta apposta per darmela.
Non sa dove posso trovarla, no?
No, non so proprio.
Non ha nemmeno telefonato.
Forse è da Franco.
Franco.
Chi è Franco?
Il ragazzo di Miriam?
In un certo senso.
Senti, se non mi aiuto Miriam non può partire.
Sarebbe un vero peccato.
Lo so, mi dispiace.
Paolo, vieni via da te.
Prego.
Conosci Miriam?
Miriam?
No.
Scusi, devo continuare a lavorare.
Bene, grazie.
Senta.
Sì?
Perché non prova a andare da padre di Franco?
Perché?
Lui vuoi aiutarla, più di me.
Ma perché non puoi dire qualcosa a tu?
La accompagno.
Sì.
Non sei in altra uscita, no?
Sì, Dilla.
Sei partita.
Grazie, grazie mille.
Stai attento.
Ciao.
Giuseppe, sulla scala ho incontrato qualcuno con una borsa che mi sembra che ti conosca.
Ne sai qualche cosa?
No.
No?
Portami da bene.
Cosa?
Il solito.
Solito.
Che avventura, amici, forse è per me di nuovo.
Ma dove sei stato?
È un pasto bellissimo.
Voglio venire con te.
No, no e no!
Mi dispiace, credevo che Paolo te l'avesse detto.
Eh no, quando siamo tornati non c'era più.
Maurizio non sapeva più cosa pensare.
Prima se l'è presa con me, che non ho insistito abbastanza per portarlo con noi.
E poi con te.
E meno male che hai telefonato, stava per andare alla polizia.
E adesso dov'è?
Eh su, sono venuta giù io per evitarti una scenata.
Sei molto gentile, grazie.
Venite bambini, vi accompagno.
No, no, no, è meglio di no.
Per te.
Su, su, su, ricordati.
Forse tu mi bacerai Ogni istante attenderò Fino a quando, quando
Caro Francesco, non ci si diverte più.
Siamo in troppi.
Siamo in troppi, questa è la verità.
Io cerco qualche volta, ma... Scusi.
Sì?
Cavaliere Castelli?
Sono io.
Mi manda José.
Scusi, mi metto gli occhiali.
È successo qualcosa a mio figlio?
No, spero di no.
Sto cercando Miriam.
Mi ha detto che lei potrebbe aiutarmi a trovarla.
Per favore, no.
Mi scusi, ma mi permesso di non parlare di tutto questo.
Perché lei è una amica di Miriam?
No.
Non la conosco nemmeno.
Come non la conosci?
Ho l'impressione che sia nei guai e vorrei dargli una mano.
Se non la conosci, perché vuole dare una mano?
Non lo so.
Forse perché io tanto.
Ma perché non si rivolge alla polizia?
No, no, meglio di no, non si sa mai della polizia.
Mundo, lei mi sembra una brava persona.
E in giro non ce ne sono mica più tante, credo.
Se da qui si soffoca andiamo fuori, venga.
Posso?
Fa sempre un certo effetto quando vedo la faccia di mio figlio.
Pensavo che Miriam l'avrebbe potuto aiutare, dargli una mano.
Si volevano bene.
Povero figlio.
Tre volte l'ho accompagnato in Svizzera.
Tre soggiorni in cliniche specializzate, sempre con la speranza che non sia l'ultimo.
Poi ha sempre ricominciato.
Lì torna a Roma, viene a casa, sta bene.
Parla di cominciare a studiare, di lavorare.
Poi dopo qualche settimana è di nuovo lì fra quella gente a comprare, a spacciare, a combinare di più sacco.
Mi confesserò una cosa.
Vengo ogni mattina.
Quando io compro il giornale, ho sempre terrore di trovare qualche brutta notizia che lo riguardi.
Ha figli, lei?
Sì, due.
Ti auguro che non le capiti mai quello che è capitato a me.
Il mio unico figlio.
Delle volte si parla meglio con gli estranei che con gli amici.
Perché non si ferma a cena qui con me?
Non mi dispiace, non posso.
Facciamo qualcosa per Miriam.
Che cosa?
Sarei contenta se riuscisse a partire.
Perché?
Non so.
Mi piace la gente che parte.
Venga, le offro un aperitivo, visto che non ci hanno portato niente.
Sempre a te la dedicata, con la fantasia, con la frenesia, del tuo amore.
Oh, yes, è vero.
Oh, yes, è vero.
Quanto ti amo, amore mio.
E per il tuo mio corso,
Ci è. Beh, adesso che ci fessero una certa telefonata potrei farla.
Ma non subito.
Perché è troppo presto.
E in quest'ora c'è ancora qualche calabuomo.
Giusto un paio.
Mezzo-mezzanotte potrei.
Posso telefonarle?
Sì, lei provi a chiamarmi, io spero di... No, non è possibile.
Come va?
Quanti anni?
Eh, qualche d'uno.
Buonasera, signorina.
Buonasera.
Io mi ricordo la prima volta che sono venuto qua.
Era un paradiso.
Era il luglio del 68, giorno dell'inaugurazione.
C'era anche l'Eckberg.
L'Eckberg, c'erano tutti.
Era il posto più fresco di tutto il Lugoteno.
E più bello.
Alessia, in punto, il primo alito di Polentino si posava su questa curva.
Scusa, bisogna che me ne vada prima che finisca la partita.
Ah, sì, sì, la compagno.
Scusami, Gio.
Allora, mi chiamerà verso mezzanotte?
Di sicuro.
Eh?
Vuole che la chiavi?
Ha un numero?
A me dia il suo numero di telefono.
Ah, sì.
Ecco.
Questo è il mio.
Magari lo passo più tardi.
Aspetto.
Ah, senta.
Il ragazzo che l'ha dato a me è un amico di mio.
Potrebbe sapere molte cose.
Volevo insistere.
Grazie.
E buona fortuna.
Grazie a tutti.
Grazie a tutti.
Che succede?
Posso salire?
È chiuso.
Non c'è più nessuno?
No.
Non c'è nemmeno José?
José?
A quest'ora?
È andato a casa, allora?
Eh, a casa.
Dove abita?
Ave Bibbia.
Ave Bibbia.
Già.
E insieme libertà per una condotta.
Ha una condanna di cinque anni.
Ma Giuliano è stato molto generoso con lui.
Gli ha dato una mano impiegandolo qua in questa palestra.
Perché Giuliano è molto generoso con gli amici.
Eh, già.
Grazie.
Le posso essere utili?
No, preferisco parlare con lui.
Allora devo aspettare domani mattina.
Pazienza, aspetterò.
Ha cambiato borsa?
Oh, quando passa Giuliano, digli che la persona che sta cercando se la fa da questa parte.
E digli anche che ho fatto tutto per come ha detto lui.
Andiamo!
Muoviti!
Lilia!
Hai visto passare una con i capelli corti di colore?
Di qui ne passano tante.
Che c'è, 10.000 euro?
Guarda, guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Guarda!
Ma non sai niente.
Franco?
Cosa fai qua dentro?
Avevo un appuntamento con Mila.
L'ho vista, sono sicura che era lei.
E perché non è venuta?
Non lo so.
Magari non ha potuto.
Mi ha promesso di portarmi via con lei.
E nei guai.
Devo riuscire a trovarla.
Vieni, ti porto via da qui.
Stavolta!
Stavolta!
Mi servono dei lavaviatti da passare per un paio di alberghi.
Un po' di gente presentabile che abbia almeno l'aspetto del camerino.
Quanto offre?
Poi, piuttosto saranno in grado.
Non lo so, vi faccio un giro di verifica e vediamo.
Vediamo di stringere che ce ne andiamo tutti in vacanza.
Vedi che sta arrivando, eh?
Devo scappare.
Vieni, vieni!
Non posso.
Non posso portarti.
Vai da tu, padre, ti aspetto!
Facciamo in modo che si infili nel mercato, il resto ci penso io.
A giù!
Sei con la maglietta proprio spiritosa.
L'ho trovata per caso.
Quando ti credi di essere più furba di me, eh?
Non so.
Non ti conosco.
Cammina.
Beh, adesso ti sei divertita abbastanza, no?
Basta.
Dammi la borsa.
Guarda che sto parlando con te, hai capito?
Dammi la borsa!
Dammi la borsa!
Non mi fai paura!
Ah no?
Eh?
Nemmeno se ti dico che qua intorno ci sono 4 o 5 persone pronte a saltarti addosso alla prima stronzata che fai, eh?
Nemmeno!
Dove vai?
Dovrei fare una telefonata.
Posso?
A chi?
A casa.
Dammi il numero che te lo faccio io, dai.
Preferisco di no.
C'è personelle.
Allora niente telefonata.
Dove l'hai messa?
In un posto sicuro.
Dimmi che vuoi, eh?
Soldi?
Un lavoro sicuro, eh?
Un bel viaggio ai Caraibi.
Oppure una bella gita in montagna.
Vai, ti dimmi, vai!
Niente, grazie.
Ho tutto quello che mi serve.
Ma lo sai che sei proprio forte, cioè?
Un pessimo carattere.
Da dove vieni?
Francese.
Le francesi sono tutte come te, eh?
Perché non vuoi lasciarla partire?
Sono fatti i miei.
Sei innamorato di lei?
Io innamorato?
Ma ce l'ho vista tre volte in tutta la mia vita.
È soltanto venuta a lavorare in palestra, tutto qua.
E allora che te ne importa?
Lasciala andare dove vuole.
Beh, io ho preso un impegno, capito?
Qualcuno mi ha fatto una telefonata e io ho preso un impegno.
Guarda che io sono un professionista serio, sai?
Che genere di professionista?
Ma vaffanculo.
Senti, guarda, io voglio proprio capire perché ti sono così antipatica, ma ti rimano.
Anzi, mi sei persino simpatico.
Già, certo, io sono una novità per una come te, no?
Senti, Christine.
Marie Christine.
Marie Christine, vediamo di fare un piccolo patto, no?
Chiediamoci le idee.
Io devo recuperare il passaporto di una che non deve partire.
Perché non deve partire?
Ma che ne so io, se mi domandassi il perché di tutto quello che faccio sarei disoccupata a vita, no?
Avrai i suoi motivi per andarsene.
Beh, tu impicci degli affari tuoi e dammi quello che mi serve, va bene?
No.
Allora resti con me tutta la notte fino a che non hai cambiato idea, porca troia.
Un bel posticino qui, no?
Vuoi una sigaretta?
Grazie, no.
Ma che c'è?
Guerra di tempo.
Mentre stai qui a controllare me, magari Miriam già è riuscita a partire, no?
Non credo proprio.
Un'ora fa stavo in una certa villa.
Dove?
Ma quante cose vuoi sapere?
Perché non ci vai se sai dov'è?
Devo stare qui con te.
Quello che serve a Miriam ce l'hai tu?
Basta!
Era d'omaggio, detto che a Dio non svivo, a schiocca, a schiocca, lì c'erano le rosse.
E' maradona, ecco due cose rare.
E tutto l'uscireggio, maturava da rosse, a cento posse.
E non me ne scordo, la canzone cantava amato voce.
Più tempo passa e più me la ricordo, fresca era l'aria della canzone dolce.
Oh, finalmente!
Ma come mai così in ritardo, eh?
Sono un disastro, non sanno fare niente.
Sono goffi, li ho dovuti sostituire.
Ma che problema c'è?
Guarda che ne arriva un gruppo di senegalesi che sono stupendi, bellissimi, altissimi e bravissimi.
Sì, fantastico.
Qui, New York.
Mi parla come Orlando, naturalmente.
Buona parola.
Miriam?
Non sono Alice.
Scusa.
Piuttosto non mi hai ancora presentato la tua gentile compagna.
Lei si chiama Marie Christine.
È un'amica di Miriam.
Oh, Miriam!
Che tesoro di ragazza.
La mia vita è cambiata da quando mi ha insegnato la respirazione addominale.
Mi scusi, il consigliere ti voleva parlare.
È rimasto qui un po' pesantato.
Dovresti chiamarlo subito.
Dovrò chiamarlo immediatamente.
Senti, prendi cura di lei un secondo.
Certo.
Vieni, cara, che ti presento ai miei ospiti.
Devo fare una telefonata.
E appena hai il telefono si sarà liberato.
Purtroppo abbiamo molte servitue, ma una linea telefonica sola.
Te la fido Giuliano.
Scusate un momento, torno subito.
Sei un'amica di Miriam?
Perché?
Hai la sua faccia indossa.
Ah, già.
Sai chi ho incontrato oggi?
Gaetano Castelli.
Lo ricordi?
No.
Oh, lo ricordi.
Il Capitano.
Era a tutte le partite della Dolce Vita negli anni Sestanti.
E' un grande cantante.
Ti porto al club Valentino, è lì che si trova.
Per quanto tempo sei stato qui?
vedi?
Chi è quello là?
Ah, è quello che va in giro vestito da Andy Warhol.
Nel frattempo è morto, ma lui continua sempre in giro così.
Quest'anno era anche a Cali.
E tu come lo sai?
C'ero.
Oh, scusa, mi sono sbagliata.
Credevo fossi Miriam.
L'hai vista?
Perché?
Speravo di incontrarla.
La conosci bella, eh?
Poco, però mi è simpatica.
La sua faccia mi mette allegria.
Voglio parlare con quella ragazza.
Posso?
Grazie.
Buonasera, siamo nella villa più bella della città, sicuramente la più ambita.
Personalità del mondo della cultura e dello spettacolo hanno attraversato questo stupendo giardino, si sono tuffati nella celebre piscina.
Beh, effettivamente la mia casa è un passaggio obbligato per la gente che conta.
Diciamo che è una vetrina dove si espone il meglio della città.
E dove... Che ci fai da qui?
Mi stavo andando, vieni via anche tu?
Come andando?
Ho appena fatto un sacco di belle promesse.
Oggi i ragazzi si divertono così.
Ah, sì.
Bene, non è successo niente.
Riprendiamo.
Siamo pronti?
Buonasera.
L'Italia è il paese dei sosia.
Gli scrittori, i poeti, i cineasti, i pittori.
Ormai non vanno più bene perché sanno, sanno troppo.
E in Italia solo i politici possono sapere, gli altri no.
E allora cercano di eliminarli con i sosia.
E li costruiscono in serie, capisci?
Belle che pronti, trovi di tutto.
il borgattaro però vestito d'americano con hamburger nel McDonald's, il politico però tirato su a rock duro, Gramsci ma che non se ne parla una balanga, persino la bandiera una sosia.
E nell'angolo c'è uno slogan scritto piccolo, piccolo, piccolo così, che dice Morse tua vita a me, sulla destra naturalmente.
E guarda che stasera sei fortunato perché di sosia ce n'erano parecchi.
Erano quasi tutti sosia autentici, infiltrati, in ordine, in mezzagruppi, come dire, di partigiani.
Insomma, il sosia è in vendita e l'originale lo si espone in vetrina.
Pagare si becca una bella percentuale e ciao, bella, ciao.
Che facciamo?
aspettiamo Giuliano ma non è vero fortunatamente qui non è questione di parola mia o tua io ho le prove queste prove che mi hai dato tu stessa e proprio tu madama hai messo al muro quel ragazzo quanto è vero che ci hai fatto l'amore per due notti di seguito non avrei mai creduto che si potesse essere così pigliacchi ma l'analista chi è?
oh dio mio
Guarda, per farti un esempio, è il grande schermo su cui tu proietti il tuo piccolo io.
Certo.
È il luogo in cui miracolosamente tutto si mette a fuoco.
Certo, certo.
Allora una persona che va dalla lista è felice.
Ah, se la spassa allora è un pazzo, sì sì.
Andate venuti a casa, fuori.
Non ti vedo mai, per favore.
E smigila a ritrascinarmi di qua e di là, non sono un taco!
Non ti do niente, non ti darò mai niente, chiaro?
Sei cretina!
Hai capito?
Sei cretina, sei cretina!
Vuoi capire quello che hai fatto?
Vieni qua che te lo faccio vedere.
Vieni.
Lo sai cos'è questo?
Questo è un assegno.
Era la mia paga.
E me l'hanno tolta per colpa tua.
Mi fa proprio piacere.
Ah sì?
Riuscite a partire.
No!
Oh cazzo, ma tu non puoi proprio capire allora, eh?
Sei dura, sei.
Sei proprio dura.
Beh, te lo dico io qual è il problema.
Lo sai qual è?
Che tu sei solo una stronza.
Insomma sei fregato.
Sandra, tesoro, grazie, una padrona di casa veramente impeccabile.
Ciao, a presto, grazie.
A presto.
Andy, andiamo, che domani è un altro giorno.
Certo.
Grazie.
Ciao, cara.
Ciao.
Se ti hanno licenziato, non devi più sorvegliarmi.
Posso andarmene, no?
Ciao, è stato un vero piacere.
Che cazzo... Scusami.
Hai paura?
Io?
Paura?
E di che?
E allora?
E allora?
Che vuoi?
Smenti, rastronci.
Dai, facciamo pace.
Grazie.
Alla macchina, in fronte alla spazzatura.
Sì, è calda, ha mosciato.
non cade la foglia e tue bellezze non cadono mai sei come il mare che cresce a onde cresce per vento ma per acqua mare
no no no
E tu sei come l'erbo venerello, quanto più cresci più voli.
Posso darle un mano signorina?
Sì, prego.
E tu sei come l'erbo venerello, quanto più cresci più voli.
la la la
Grazie
... ... ...
Cara Marie Cristine, non avevo dubbi sulla tua bravura e il successo che hai avuto al Festival di Spoleto me lo riconferma.
Però ricordati che aspettiamo un bambino e che ti sarà difficile riuscire ad essere una buona moglie, un'ottima madre e una brava ballerina.
Dovrai essere tu a fare una scelta, da sola e con coscienza.
Non sarò certo io a chiedertelo.
Un abbraccio, Maurizio.
Sono Gaetano Castelli.
Mi chiami all'808 4264.
808 4264, appena può.
Sì, chi parla?
Il cavaliere Castelli?
Ah, finalmente!
Cominciavo a temere per la sua incolumità.
Ho fatto quello che le avevo promesso.
Cioè?
Davvero?
Dov'è?
È un posto per il momento sicuro.
Mi raccomando, sei molto prudente, Maria Cristina.
E non si muova adesso per un paio d'ore.
È l'una precisa, si presenti all'hotel Termina.
Mi hai capito bene?
Hotel Termina.
Ci sarà meno ad aspettarla.
Allora, ce l'abbiamo fatta?
Speriamo di sì.
Sia molto caldo.
Lo sarò.
È una situazione piuttosto pericolosa.
È stato molto gentile.
Le ringrazio.
Grazie a lei.
Per merito suo mio figlio è tornato a casa.
Si faccia viva qualche volta.
Verrò senz'altro.
Mi raccomando, Cristina.
Arrivederci.
Allora l'aspetto.
Arrivederla.
... ... ... ... ... ... ...
Potresti aiutarmi a trovare un taxi?
Non ho più l'agenda e non mi ricordo il numero.
Come sei cambiata, sei carina.
Sì, grazie.
Che fai, parti?
Magari.
E questo è il numero del taxi?
Buon macchina.
Me la sono persa.
Stanotte ho perso quasi tutto.
Beh, allora puoi cominciare da capo.
Ciao.
Ciao.
... ... ...
mi dispiace non posso fermarmi ma volevo farti gli auguri che meraviglia ma sono davvero 50?
saranno costate un sacco di soldi li ho pagati in dollari Maurizio aveva detto che non saresti venuta e invece ecco ti sono proprio felice come sei elegante grazie ti firmi a mangiare un boccone con noi?
no ma ci vuole un minuto aggiungo un piatto non posso proprio devo andare un'amica parte se non arrivo in tempo perde l'aereo devi anche trovare una scusa migliore
Mi raccomando bambini, comportatevi bene.
Guardate la macchina.
No, sto andando via.
Sto andando via.
Grazie.
No!
Mi darebbe un passaggio, prego?
Deve partire.
Non io.
Un'amica alla quale devo dare questa forza.
Può andare un po' più veloce, prego?
Parte alle due.
... ... ... ... ... ... ... ... ...
Attenzione, il treno diretto per l'aeroporto di Fiumicino sta now leaving from platform 17.
no no no
Grazie a tutti.
Scampo!
Vai!
Scampo!
Scampo!
Oh!
Perché non ti sei levata?
Ti ho fregato, stronzo.
Vado a cercare qualcuno.
Un'ambulanza.
Musica
Parin Cristi, ti vuole uccidere, è già tardissimo.
Alzati, su!






